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martedì 17 aprile 2018

5 MODI PER GESTIRE LO STRESS CON SUCCESSO: migliora la tua vita lavorativa grazie ai consigli di JO OWEN

LE QUALITÀ DEI LEADER
65 skill fondamentali per esercitare la leadership
JO OWEN

5 MODI PER GESTIRE LO STRESS CON SUCCESSO

"La mentalità e le convinzioni, tanto quanto le abilità, sono ciò che differenzia i grandi manager dai manager semplicemente bravi."

È arrivato in Italia "LE QUALITÀ DEI LEADER: 65 skill fondamentali per esercitare la leadership", il nuovo libro edito da ROI Edizioni di JO OWEN, top manager e autore best-seller tradotto in 20 lingue, l'unico al mondo ad aver vinto tre volte il Gold Medal Award del CMI (Chartered Management Institute) con i suoi libri.

 

"LE QUALITÀ DEI LEADER" è la guida pratica per individuare i must-have del "leader moderno", cioè le 65 caratteristiche che non possono mancare nel modus operandi del "capo" che tutti vorrebbero. Si va dalle più tradizionali a quelle più insolite ("essere responsabili" e "imparare a essere fortunati"), dalle più tecniche a quelle più relazionali ("gestire i budget" e "capire come influenziamo gli altri"), ognuna delle quali è accompagnata da schede di approfondimento, consigli ed esercizi per metterle in pratica.

 

Uno dei problemi maggiori diffusi tra i leader di oggi riguarda la gestione dello stress. C'è una vera e propria epidemia di stress tra i manager, che deriva direttamente dal cambiamento intervenuto nella natura del lavoro. Lavoro e tempo libero sono costantemente intrecciati: facciamo gli affari nostri sul lavoro e lavoriamo anche a casa. Non si sa mai bene quando finisce il lavoro, c'è sempre qualcosa in più che potresti fare. Perciò, anche se lasciamo l'ufficio, l'ufficio non ci lascia mai. Eserciti di leader passano la notte pensando, anziché dormendo.

Ecco 5 modi per gestire lo stress con successo:

1.     ASSUMI IL CONTROLLO DELLA SITUAZIONE

La differenza tra pressione e stress sta nel controllo. Se lavori tantissimo, ma hai il controllo della tua attività, sarai certamente stanco ma non stressato. Il trucco è concentrarti su ciò che puoi controllare e puoi influenzare. Non preoccuparti delle cose su cui non puoi esercitare il controllo.

 

2.     ORGANIZZA LA TUA VITA

Non sei obbligato a rispondere ai messaggi di posta elettronica nel cuore della notte o durante le vacanze. Crea delle barriere e spiega chiaramente ai colleghi cosa possono e non possono aspettarsi da te. Organizzare la tua vita è facile se hai obiettivi chiari per il fine settimana e per ogni singolo giorno: saprai con certezza di aver raggiunto una determinata pietra miliare e potrai cominciare a "staccare".

 

3.     FATTI AIUTARE

Il modo più facile per svolgere un lavoro è farlo fare a qualcun altro, si chiama delega. Non tentare di fare tutto da solo, la delega è un ottimo sistema per mostrare fiducia nei tuoi collaboratori e per aiutarli a crescere. Trova un coach, trova amici e familiari con cui puoi parlare perché un problema condiviso è un problema dimezzato. Spesso il semplice fatto di parlarne lo risolve.

 

4.     TROVA IL RUOLO GIUSTO

Alcuni ruoli sono intrinsecamente più stressanti di altri e molti li apprezzano proprio per questo: i drogati dello stress hanno bisogno di ruoli stressanti. Se non hai ancora sviluppato una dipendenza patologica dallo stress, ma occupi una posizione in cui lo stress fa parte della job description, forse dovresti chiederti se sei la persona giusta al posto giusto.

 

5.     METTI LE COSE NELLA PROSPETTIVA GIUSTA

Nel corso degli anni ho rinunciato a importanti eventi familiari perché c'era qualche problema urgente sul lavoro. Non mi ricordo più di che cosa si trattava, ma soffro ancora adesso per quelle assenze tutto sommato ingiustificate. Non cade il mondo se non ci sei tu a tenerlo sulle spalle. Mantieni un'idea precisa delle tue priorità e agisci di conseguenza.

 

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JO OWEN è autore best-seller, tradotto in oltre 20 lingue, e consulente per aziende come Apple, Philips, American Express, Symantec, BBC e Unilever. Negli ultimi 13 anni Jo Owen ha fondato sette società e una charity company che ha aiutato oltre 250 ex detenuti a raggiungere e mantenere un lavoro autonomo. Attualmente è fondatore e amministratore della Teach First, società di recruiting nella top 5 del Regno Unito. Come ricercatore, ha condotto uno studio sugli stili di leadership per conto dell'Università di Oxford, trasmesso dalla CNN. Ha condotto e partecipato a programmi televisivi della BBC e scrive abitualmente per magazine tra cui Times, The Week, Daily Telegraph e Financial Times. È l'unico scrittore al mondo ad aver vinto per tre volte il Gold Medal Award del CMI (Chartered Management Institute) con i suoi libri.



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Marketing per l'economia circolare - corso di formazione (CCIAA Prato, 5 giugno 2018)

Martedì 5 giugno, dalle ore 9:30 alle ore 17:30, presso la Camera di Commercio di Prato si terrà un evento formativo dal titolo 


MARKETING PER L'ECONOMIA CIRCOLARE

L'economia circolare rappresenta, ad oggi, la migliore e più concreta risposta al declino del capitalismo tradizionale e un'occasione per le imprese, anche piccole e piccolissime, per mettersi presto al riparo da crisi future.

L'iniziativa nasce pertanto con l'obiettivo di avvicinare aziende, professionisti e aspiranti imprenditori a questa nuova rivoluzione industriale attraverso la conoscenza dei principali metodi di management per l'economia circolare. In particolare, verranno forniti strumenti operativi da applicare al marketing, alla comunicazione e alla gestione strategica dei brand (anche attraverso attività pratiche individuali e di gruppo su casi reali).

Il corso sarà tenuto dal Lorenzo Sciadini, consulente aziendale, docente e coach professionista ICF.

Sul sito camerale, alla pagina:

www.po.camcom.it/news/eventi/2018/20180605-mktg-economia-circolare.php, sono già disponibili tutti i dettagli relativi alla proposta didattica e alle modalità di partecipazione.

Considerati i contenuti e gli obiettivi della proposta formativa, confido nella vostra preziosa collaborazione per far conoscere l'iniziativa a tutti i soggetti potenzialmente interessati.




Luca Palamidessi (CCIAA Prato - Servizio Tutela del Mercato)




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domenica 15 aprile 2018

VETRYA forma i futuri professionisti del digitale. Al via la Summer School della Vetrya Academy.

Vetrya forma i futuri professionisti del digitale

Al via la Summer School della Vetrya Academy dal 3 al 7 settembre presso il Corporate Campus di Orvieto

Vetrya, gruppo italiano quotato in Borsa Italiana e leader riconosciuto nello sviluppo di servizi digitali, applicazioni e soluzioni broadband, promuove una Summer School per giovani neolaureati, con l'obiettivo di offrire ai futuri professionisti del digitale, selezionati in base a criteri di merito, l'opportunità di prepararsi a raccogliere la sfida dell'innovazione, all'interno di una delle realtà più dinamiche e promettenti nel panorama delle imprese italiane.

La Summer School, che si terrà dal 3 al 7 settembre 2018 presso il Corporate Campus di Vetrya ad Orvieto, si articolerà in cinque giornate, nelle quali si alterneranno lezioni in aula tenute da docenti qualificati, sessioni di laboratorio in modalità learning by doing all'interno degli ambienti di lavoro di Vetrya, incontri con leaders dell'innovazione italiana e internazionale, visite guidate di Orvieto e del territorio circostante.

La Summer School inaugura le iniziative della neonata Vetrya Academy, la scuola di innovazione del gruppo Vetrya, che si propone di sviluppare percorsi di formazione e progetti di ricerca offrendo sessioni di aggiornamento, specializzazione e progettazione, formando professionisti in grado di rispondere adeguatamente alle esigenze del mondo del lavoro nell'era dell'Industria 4.0.

"Vetrya Academy - ha commentato Luca Tomassini, fondatore e Presidente di Vetrya –  vuole contribuire all'evoluzione del sistema economico e imprenditoriale del gruppo, partendo da un monitoraggio dei fabbisogni formativi e di sviluppo del mercato per programmare interventi formativi di qualità, che preparino i migliori talenti all'inserimento professionale".

"Il progetto Academy – ha dichiarato Katia Sagrafena, Direttore Generale di Vetrya – rappresenta l'anello di congiunzione tra il gruppo Vetrya e il sociale, attraverso il quale ideare e realizzare ricerche sull'impatto dell'innovazione digitale e interventi di innovazione sociale, in modo da favorire un dialogo di sistema tra tutti i soggetti interessati: scuole, università, aziende, pubblica amministrazione, enti ed istituti pubblici e privati".

Vetrya S.p.A.

Vetrya [VTY.MI] è un gruppo italiano quotato in Borsa Italiana su Mercato Alternativo del Capitale leader riconosciuto nello sviluppo di servizi digital, applicazioni e soluzioni broadband.

Favorisce il successo dei Clienti introducendo innovazione in tutta la catena del valore, con un'ampia offerta di piattaforme in cloud computing multi screen per reti di telecomunicazioni broadband e ultra broadband, media asset management, mobile entertainment, mobile commerce, servizi a valore aggiunto, internet tv, broadcasting, digital advertising e produzione di contenuti. Applica l'elevata competenza ed esperienza nel cloud computing, big data e internet degli oggetti ad ogni dispositivo connesso alla rete. Il Gruppo opera sui mercati digital, media, telco, broadband, product, outsourcing e content management.

Può vantare collaborazioni di successo con i più importanti operatori di telecomunicazioni del mondo, operatori media, editori, broadcaster, banche, utilities, manufacturing e consumer products.

È presente negli Stati Uniti attraverso vetrya Inc., società con sede a Palo Alto (CA) che sviluppa servizi e applicazioni b2c. Sul mercato del sud-est asiatico attraverso la società Vetrya Asia Pacific Sdn. Bhd., con sede a Kuala Lumpur Malesia, nel mercato latino americano con la società Vetrya do Brasil con sede in Brasile, a Rio de Janeiro e sul mercato iberico con Vetrya Iberia, Madrid..



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Scuola. Rizzoli Emanuelli lancia un programma di educazione alimentare per le scuole primarie : “Io so che pesci pigliare”


"Io so che pesci pigliare": Rizzoli Emanuelli lancia un programma per le scuole primarie a sostegno della corretta educazione alimentare

 

Conoscere e tutelare la "risorsa mare", comprendere la filiera di produzione e approfondire le peculiarità benefiche del pesce azzurro. Questi i tre temi fondamentali che saranno divulgati in modo divertente e coinvolgente attraverso la diffusione di kit destinati a 25mila bambini della scuola primaria.

 

Parma, 15 aprile 2018 –I dati resi pubblici nel maggio 2017 relativi alla ricerca "Okkio alla Salute", realizzata dal Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Istituto Superiore di Sanità) su 48.900 bambini della scuola primaria, registrano che il 21,3% dei partecipanti è in sovrappeso mentre il 9,3% risulta obeso. Partendo da questo dato allarmante, Rizzoli Emanuelli, storico protagonista nel mercato delle conserve ittiche da sempre attento ai temi della responsabilità sociale, ha deciso di fornire il proprio contributo attraverso il progetto "Io so che pesci pigliare" dedicato ai bambini delle scuole primarie di Lombardia Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e della Provincia di Roma.

 

Sono tre i temi principali che si prefigge l'iniziativa: far crescere la sensibilità sulla tutela e conservazione di un patrimonio prezioso come il mare, divulgare la conoscenza dell'intera filiera dalla pesca fino alla produzione che trasforma il pescato in un alimento prezioso e, infine, sottolineare i principi nutrizionali e i benefici legati al pesce.

 

Per trasferire questi importanti concetti, il progetto "Io so che pesci pigliare" prevede la distribuzione di 1.000 kit che, oltre a un calendario di classe e a una guida per gli insegnanti, contengono ciascuno 25 quaderni operativi per gli alunni all'interno dei quali apprendere, in modo interattivo e divertente, importanti nozione sul mare e  i suoi abitanti, sui processi di pesca e sulle proprietà del pesce azzurro, componente essenziale all'interno di un'alimentazione completa, sana ed equilibrata.

 

Grazie alla guida di simpatici personaggi come Ciug il pescatore, Sal il salatore e Ton lo gnomo cuoco, i 25mila bambini coinvolti saranno guidati in un percorso di consapevolezza e sensibilizzazione su temi quali sostenibilità ambientale e l'educazione alimentare che, peraltro, rientrano nelle linee guida del MIUR e sono parte integrante dei programmi scolastici.

 

Al progetto "Io so che pesci pigliare" di Rizzoli Emanuelli è legato un concorso che metterà in palio 2 tablet e 1 LIM con videoproiettore. Per partecipare le classi potranno documentare il lavoro svolto e inviare a progettoscuole@rizzoliemanuelli.it, entro il 14 maggio 2018, il proprio elaborato sotto forma di gioco, disegno, oggetto, presentazione, filmato multimediale o comunque in qualsiasi modalità che sia ritenuta efficace per comunicare i valori del progetto realizzato.

 

Una giuria formata da esperti di Rizzoli Emanuelli e da insegnati qualificati stabilirà, a suo insindacabile giudizio, i vincitori sulla base dell'aderenza ai contenuti del progetto, dei collegamenti interdisciplinari presenti, dell'impegno e della creatività dimostrata. L'assegnazione dei premi avverrà il 5 giugno.

 

"Il progetto dedicato ai bambini della scuola primaria vuole essere un supporto all'educazione alimentare scolastica, uno strumento per avvicinare i piccoli a un sano rapporto con il cibo aiutandoli a sviluppare una maggior consapevolezza verso il benessere, e contemporaneamente raggiungere e sensibilizzare anche le loro famiglie. Crediamo che solo divulgando fin dai primi anni di scuola l'importanza di temi come la tutela ambientale e l'importanza per la salute di una corretta alimentazione potremo avere cittadini e consumatori consapevoli che, attraverso le loro scelte d'acquisto, saranno in grado di condizionare positivamente il livello qualitativo dell'offerta alimentare", ha dichiarato Federica Siri, Marketing & Trade Marketing Manager di Rizzoli Emanuelli.

 

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Con sede a Parma, Rizzoli Emanuelli è un'azienda storica nel mercato delle conserve ittiche, attiva dal 1906. Elevati standard qualitativi, grande attenzione alla selezione delle materie prime, la scelta di una pesca sostenibile rispettosa dell'ecosistema marino, l'utilizzo di packaging innovativi sono gli asset distintivi di questa società che coniuga nuove tecnologie di produzione con una lavorazione artigianale per mantenere inalterato tutto il gusto fresco di mare e le proprietà nutrizionali dei propri prodotti.

Rizzoli Emanuelli propone un'ampia selezione premium che comprende alici, tonno e sgombro in diverse linee per la famiglia e la ristorazione.





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Risorse umane e innovazione: la startup nCore entra nella squadra di Digital Magics

NCORE, PIATTAFORMA HR TECH PER SELEZIONI E VIDEO INTERVISTE, ENTRA NELLA SQUADRA DELL'INCUBATORE DIGITAL MAGICS

La startup innovativa ha lanciato come primo prodotto nCore HR: l'unico software all-in-one che unisce Intelligenza Artificiale (AI), Machine Learning, Data Intelligence e Video e gestisce tutto il processo di selezione per recruiter e candidati. 

nCore, con la sua tecnologia e i numerosi brevetti, ha l'obiettivo di innovare le modalità tradizionali di ricerca e valutazione delle risorse umane, creando una vera e propria 'digital trasformation' del capitale umano.

 

 

Milano, 15 aprile 2018 - nCore, startup HR Tech che ha sviluppato una piattaforma tecnologica proprietaria per gestire l'intero processo di raccolta e analisi delle informazioni di un candidato tramite form, questionari, video interviste pre-registrate e live, entra nella squadra di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali "Made in Italy" attivo su tutto il territorio Italiano.

 

Il primo prodotto della startup innovativa è nCore HR, l'unico software all-in-one che unisce Intelligenza Artificiale (AI), Machine Learning, Data Intelligence e Video, affiancando i recruiter e i candidati nella ricerca: dalla creazione dell'annuncio alla risposta, dalla registrazione di un video alla valutazione, fino a fissare l'appuntamento e avviare una video intervista live.

 

Grazie a nCore HR gli uffici del personale possono strutturare il testo della candidatura, programmandone la pubblicazione, scegliendo quali dataset si devono compilare e le domande a risposta chiusa (determinando in maniera automatica scelta, ordine ed esclusione dei curricula) e avendo la possibilità di decidere cosa chiedere durante la registrazione video e il tempo a disposizione per rispondere.

 

Un altro elemento altamente innovativo è l'utilizzo di strumenti di analisi per trasformare le informazioni raccolte – come sentimento, parole chiave, tono di voce di ogni singola risposta – in dati oggettivi, cognitivi e quantificabili. NCore HR rintraccia informazioni inedite come fatturato, numero dipendenti, andamento e settore dell'ultima azienda per cui ha lavorato il candidato e, tramite la geolocalizzazione, la distanza dal luogo di lavoro e i tempi di percorrenza del percorso.

 

L'obiettivo di nCore HR è aiutare le HR, head hunter, società di ricerca e selezione ad automatizzare le operazioni non-core, che tipicamente occupano il 60% del tempo dedicato nelle risorse umane, offrendo un quadro complessivo del candidato molto esaustivo e completo.

 

Digital Magics affianca i fondatori della startup HR Tech, Enrico Ariotti (CEO) e Aldo Toja (CTO), con servizi di incubazione di alto profilo per lo sviluppo strategico e commerciale.

 

Enrico Ariotti, Co-Fondatore e CEO di nCore, ha dichiarato: "nCore HR è uno strumento utile a tutti, candidati e risorse umane. I primi hanno la possibilità di essere più persuasivi rispetto a un curriculum vitae; mentre i recruiter usufruiscono di una piattaforma organizzata che li aiuta a risparmiare tempo. Le funzionalità di nCore HR sono davvero molte a tal punto da rendere la presentazione ai clienti di questo prodotto un vero show tecnologico. Il nostro obiettivo è innovare, grazie alla nostra tecnologia, le modalità tradizionali dei processi di selezione e valutazione delle HR, creando 'digital trasformation' del capitale umano".

 

Gabriele Ronchini, Fondatore e Amministratore Delegato di Digital Magics, dichiara: "Si stima che il mercato delle risorse umane e del recruiting valga a livello europeo circa 430 miliardi di Euro e solo in Italia 10 miliardi. Dopo aver investito nella startup Eggup, piattaforma delle soft skills per creare o riorganizzare team di lavoro, con Digital Magics continuiamo a credere nelle potenzialità delle HR Tech e diamo in benvenuto nel nostro portfolio a nCore. Oltre alla tecnologia straordinaria sviluppata, Enrico e Aldo ci hanno convinto per aver creato un tool che permette di far emergere e valutare il nucleo, appunto il 'core', delle persone: ciò che hanno dentro e che pensano, andando oltre la valutazione iniziale di un semplice curriculum e di un punteggio".

 

 

In allegato il Comunicato Stampa (disponibile anche in Word) e alcune immagini di nCore.



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BULLISMO: DIECI PASSI PER AIUTARE TUO FIGLIO A USCIRE DALLA LOGICA DEL BULLO

BULLISMO: DIECI PASSI PER AIUTARE TUO FIGLIO A USCIRE DALLA LOGICA DEL BULLO

Almeno la metà dei bulli è stato prima vittima e 8 ragazzi su 10 fanno i bulli in via 'preventiva':  il decalogo 'anti panico' della Family Coach, autrice di 'Quello che i ragazzi non dicono'

 

Milano, 15 aprile 2017 - Riconoscere e gestire i comportamenti del bullo o del cyberbullo non è facile, soprattutto per un genitore, poiché il 'prevaricatore' difficilmente parla con gli adulti dei suoi comportamenti fuori dalle mura domestiche, e tende sempre a negare e a sminuire ciò che ha fatto, trovando giustificazioni o dando la colpa agli altri. Cosa deve fare un genitore quando scopre che il figlio è un bullo?

 

Secondo un'indagine effettuata nel 2016 da Doxa Kids in collaborazione con Telefono Azzurro, su circa 6mila ragazzi e adolescenti, il 35% dei ragazzi dagli 11 ai 19 anni è stato vittima di episodi di violenza da parte di coetanei o compagni di scuola. E il fenomeno sarebbe in aumento. Inoltre quasi la metà degli intervistati (45%) pensa che si sia verificato un incremento del fenomeno proprio a causa della grande cassa di risonanza fornita dai social media

Un ulteriore 26% crede che la crescita sia dovuta al costante clima di incitamento all'odio e alla discriminazione presente sui media. Per un italiano su quattro, invece, il bullismo è sempre stato presente e non ci sono differenze sostanziali rispetto al passato, se non un incremento delle denunce

 

I riflettori sono, giustamente, sempre accesi su chi subisce, ma cosa accade quando si scopre che fra le mura domestiche non si nasconde una vittima ma un carnefice? "Si parla sempre delle vittime di bullismo ma se ti chiamassero dalla scuola di tuo figlio per comunicarti che è lui il bullo, come pensi reagiresti?", chiede Nan Coosemans, family coach che da circa vent'anni lavora nel mondo dello sviluppo personale a contatto con bambini e adolescenti aiutandoli nel proprio percorso di crescita personale e autrice del libro 'Quello che i ragazzi non dicono' (Sperling & Kupfer).

 

Innanzitutto è necessario essere in grado di riconoscere se tuo figlio è un bullo. Come? "Alcuni segnali sono più indicativi di altri - continua Coosemans - Ad esempio se parla spesso male degli altri o lo fa in modo aggressivo, se ha più vestiti, giochi, soldi o altre cose che non dovrebbero appartenergli. 'Come li ha avuti?' è la prima domanda da farsi".

 

E se si ha l'amara conferma, cosa è meglio fare? Come si può recuperare e riportare il ragazzo sui binari giusti? Coosemans non ha dubbi: partire dal dialogo. Per aiutarli stila una sorta di decalogo al fine di aiutare concretamente i genitori a disinnescare il meccanismo che trasforma alcuni adolescenti in piccoli 'criminali' in erba, spesso (8 casi su 10 secondo la Coosemans) in via preventiva, poiché temono di essere un possibile bersaglio degli altri bulli.

 

Quindi come comportarsi per aiutare il proprio figlio (o figlia) a uscire dalla logica del bullo?

 

1.        Innanzitutto è necessario mettersi in posizione d'ascolto: ascolta bene le sue parole, è necessario scoprire perché crede che quello che fa sia giusto. Spesso i ragazzi hanno un'ottica completamente diversa rispetto a noi al resto della società.

2.        Prova a capire cosa c'è dietro il suo comportamento, e spiegagli che ci sono altri modi per ottenere quello che vuole o per sentirsi meglio.

3.        Parla con gli altri genitori per capire se anche i suoi amici hanno l'atteggiamento da bulli o se lui è il leader.

4.        Fai un passo indietro: è stato in prima persona vittima di bullismo in passato e adesso sta tentando di difendersi?

5.        Spiegagli a quali conseguenze può arrivare con quello che sta facendo, magari mostragli dei video su Youtube in modo da capire meglio come si sente la vittima. In questo modo non passi troppo da 'insegnante' e lui accetterà di più il confronto.

6.        Cerca di essere sempre d'ispirazione e d'esempio a casa, se c'è un comportamento che denota mancanza di rispetto o violento, i figlio lo coglieranno come un lasciapassare per certi atteggiamenti.

7.        Siediti insieme a lui o a lei per lavorare su un nuovo obiettivo. Puoi anche creare un gioco dei ruoli, per aiutarlo a capire come reagire in determinati contesti, poiché spesso i ragazzi non hanno ancora gli strumenti per affrontare certe situazioni in maniera indipendente e ragionata.

8.        Premialo per un comportamento positivo: più attenzione viene posta sul positivo, più lui si sentirà motivato e spronato a migliorare.

9.        Se tuo figlio è consapevole di quello che ha fatto o sta facendo fai in modo che sia lui a scusarsi con l'altro. Anche se è un passo difficile dopo si sentirà meglio.

10.    Rimani connesso con tuo figlio, continua a parlare con lui ed ad avere una comunicazione aperta quanto più possibile priva di giudizi: deve sentirsi al sicuro per poterti parlare e individuare in te un punto di riferimento stabile.

 

Infine - conclude Coosemans – "anche se i genitori non devono colpevolizzarsi" è necessario che arrivino a individuare la causa di quell'atteggiamento, per poterlo  sconfiggere. È necessario chiedersi quindi perché il proprio figlio sia arrivato a essere un bullo. "Scarsa autostima, desiderio di affermare il proprio controllo o potere, o ancora una modalità per esprimere rabbia e frustrazione, 'richiesta' di conferma da parte degli amici di quanto sono 'cool' sono spesso le leve di certi comportamenti. Non dimentichiamo però che in 5 casi su 10 il bullo è stato a sua volta vittima in passato e ha un esempio negativo in casa, che gli fa presumere che porsi in modalità prevaricatoria sia giusto, oltre che possibile".




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ManoMano punta sui giovani per innovare e crescere


Il team di ManoMano di 230 persone ha un'età media under30

 

ManoMano punta sui giovani per innovare e crescere

 

L'età media dei dirigenti italiani è di 47 anni e mezzo, la più alta d'Europa: in controtendenza, 
ManoMano ha scelto due nuove figure manageriali under40 

 

Milano, aprile 2018 - ManoMano, primo e-commerce dedicato alla vendita di prodotti fai da te e giardinaggio in Europa, decide di investire sull'assunzione di giovani talenti attraendo a sé due nuove risorse: Christine de Wendel, 37 anni, ex direttrice generale di Zalando Francia e Olivier Vaury, 39 anni, ex direttore finanziario della divisione francese di Amazon.

 

In un contesto europeo in cui i dati evidenziano una maggioranza di manager over 45 e dove l'Italia occupa l'ultimo posto della graduatoria con un'età media dei dirigenti di 47 anni e mezzo, ManoMano ha deciso di ampliare il proprio team prendendo con sé due giovani talenti come strumento di crescita aziendale. Christine de Wendel ha assunto la direzione generale di Zalando a soli 32 anni ed è diventata il nuovo Chief Operator Officer di ManoMano, con la missione di rendere la società sempre più 'customer centric'. Olivier Vaury, nominato direttore finanziario della divisione francese di Amazon a 34 anni e ora CFO per ManoMano, è incaricato di migliorare l'efficienza dell'azienda anche attraverso sistemi gestionali e informativi ottimizzati.

 

"La loro esperienza professionale e il loro know how ci permetteranno di accelerare ulteriormente il nostro sviluppo in Francia e negli altri cinque paesi europei in cui siamo presenti" affermano Christian Raisson e Philippe de Chanville, co-fondatori dell'azienda.

 

Tuttavia, l'e-commerce francese dimostra di puntare sui giovani non solo per le posizioni manageriali, ma per la valorizzazione di tutto lo staff: l'età media dei dipendenti è di 29 anni, e a tutti vengono garantite costanti opportunità di formazione e sviluppo. Grazie all'inserimento di giovani risorse nel proprio team, ManoMano sceglie di andar contro a quelli che sono i più recenti dati sull'occupazione giovanile in Europa, in cui è proprio l'Italia a toccare le percentuali più basse: un rapporto dell'Ufficio Studi del CGIA sui dati dell'Eurostat dimostra che i lavoratori dai 15 ai 29 anni sono solo il 12%, contro il 18,6% della Francia e il 23,7% della Germania. Nel 1996, l'Italia contava quasi 4,6 milioni di occupati nella fascia d'età 15-29 anni, nel 2016 il numero è sceso a 2,7 milioni di giovani lavoratori. Al contrario, la percentuale italiana degli impiegati over 50 è tra le più alte, raggiungendo il 34,1%, distante dal 30% della Francia e ancor più lontana dalla percentuale spagnola del 28,8%.

 

Per quanto riguarda i manager di aziende italiane, uno studio condotto da Manager Italia ha dimostrato che l'età media dei dirigenti italiani, pari ai 47 anni e mezzo, è la più bassa d'Europa e che la percentuale dei giovani manager (fino ai 39 anni d'età) sfiora appena il 22,4% del totale a fronte di una media europea attestata al 40%. Secondo un più recente studio di Hunters Group, solo il 9% dei dirigenti italiani ha un'età compresa tra i 35 e i 40 anni. La maggioranza supera i quarant'anni d'età: il 21% ha tra i 40 e i 45 anni, il 29% tra i 45 e i 50 anni, il 18% sono over 50.

 

Motivazione, coinvolgimento e riconoscimento sono le parole chiave che ManoMano consiglia di porre alla base della crescita di qualsiasi azienda (italiana e non) per garantirne il successo. "La società ha un approccio orizzontale, secondo cui si impara dall'altro e ci si aiuta a vicenda. È fondamentale mettersi in gioco, essere creativi e crescere senza la paura di fare passi falsi", afferma Chiara Cespi Polisiani, 27 anni, trasferitasi a Parigi 2 anni e mezzo fa e ora Brand Manager Italia dell'azienda. "Quando ho iniziato a lavorare per ManoMano", continua Chiara, "mi sono trovata ad affrontare un mestiere che non conoscevo. Philippe e Christian hanno deciso di farmi entrare nel loro team grazie alla mia motivazione e alla voglia di mettermi in gioco: hanno visto la persona che ero e quello che potevo diventare".

 

ManoMano crede nei giovani e investe su di loro garantendo costanti opportunità di formazione, coinvolgimento nelle decisioni aziendali e possibilità di crescita; li incoraggia a prendere iniziative, riconosce il lavoro svolto, offre esperienze formative internazionali e si fa garante del loro – e del proprio – futuro.

 

"Se siamo riusciti a crescere così in fretta, il merito non è solo dell'idea e della domanda", affermano i co-fondatori, "ma anche delle persone con cui abbiamo scelto di lavorare. La chiave del successo aziendale l'abbiamo trovata nell'innovazione e nella selezione dei migliori talenti, a cui ogni giorno chiediamo di mettere in gioco se stessi e le loro idee, convinti che in loro ci sia il nostro futuro".

 

 

ManoMano

ManoMano nasce nel 2013 da un'idea di due colleghi di lavoro, Philippe de Chanville e Christian Raisson, grandi appassionati di fai da te. Entrambi si rendono conto che c'è qualcosa che manca nel mondo del bricolage e del giardinaggio: la scelta online di prodotti specifici per realizzare i loro progetti è molto limitata. È così che nasce l'idea di creare ManoMano, oggi primo e-commerce dedicato al fai da te e al giardinaggio in Europa. ManoMano ha chiuso il 2017 con un volume d'affari di 250 milioni di euro e 230 collaboratori in continua crescita che dalla sede parigina gestiscono le operazioni internazionali in Italia, Spagna, Belgio, Regno Unito e Germania.



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